Il Judo Kodokan è una disciplina marziale giapponese fondata da Kanō Jigorō, nato nel 1860, che istituì il Kodokan a Tokyo nel maggio 1882. Kanō non presentò il suo sistema come un'altra scuola di jujutsu, ma come un metodo di educazione attraverso il combattimento. Lo chiamò judo (la via gentile, cedevole o flessibile) piuttosto che jujutsu, intendendo con "gentile" intelligente e adattivo piuttosto che debole. Il nome Kōdōkan può essere inteso come "il luogo per studiare la via".
Origini
Il Giappone alla fine del diciannovesimo secolo si stava modernizzando rapidamente. La classe dei samurai era stata smantellata, e le antiche scuole di jujutsu, un tempo legate alla cultura guerriera, faticavano a dimostrare il loro posto in una società che le considerava sempre più obsolete. Kanō studiò le tradizioni più antiche del jujutsu, in particolare la Tenjin Shin'yō-ryū e la Kitō-ryū, riconoscendo il valore dei loro lanci, prese, immobilizzazioni, rotture di equilibrio, tempismo e controllo del corpo. Ne vide anche i problemi: alcune tecniche erano troppo pericolose per la pratica regolare, alcuni metodi erano avvolti nella segretezza, e alcune scuole mancavano di una struttura educativa più ampia o trascuravano di testare la funzionalità. Nelle scuole più antiche Kanō si allenò direttamente: studiò la Tenjin Shin'yō-ryū prima sotto Fukuda Hachinosuke e poi Iso Masatomo, assorbendo i suoi atemi (colpi) e le prese ravvicinate, e la Kitō-ryū sotto Iikubo Tsunetoshi, la cui enfasi sul lancio e sulla rottura dell'equilibrio avrebbe poi posto al centro del judo.
Massima efficienza con il minimo sforzo, Il Judo è un laboratorio per mettere alla prova il sé sotto pressione reale.
Nel 1882, in un piccolo spazio presso il tempio Eishōji a Tokyo, con solo una manciata di studenti e circa dodici tatami, Kanō aprì il Kodokan. Nel 1883 aveva iniziato a crescere, e nel 1887 si trasferì di nuovo poiché era necessario più spazio. Studenti precoci come Tomita Tsunejirō, Saigō Shirō, Yokoyama Sakujirō e Yamashita Yoshitsugu sono ricordati come figure fondamentali che contribuirono a dimostrare che il nuovo judo poteva essere praticato in modo sufficientemente sicuro da essere ripetuto sotto pressione, ma anche abbastanza seriamente da reggere il confronto. La reputazione iniziale del Kōdōkan è tradizionalmente legata a una celebre gara del 1886 connessa con la Polizia Metropolitana di Tokyo, in cui si dice che i suoi judoka abbiano prevalso su una consolidata scuola di jūjutsu; l'episodio è raccontato in tutte le storie, sebbene gli studiosi avvertano che i suoi dettagli sono stati abbelliti nel tempo.

Tecnica
Al centro della tecnica del judo ci sono tre concetti: kuzushi (rottura dell'equilibrio), tsukuri (posizionamento del corpo) e kake (esecuzione). Il kuzushi inizia la proiezione prima di qualsiasi movimento visibile, disturbando l'equilibrio dell'avversario attraverso una spinta, una trazione, un passo o una reazione. Lo tsukuri richiede che piedi, fianchi, spalle, presa, angolo e tempismo si allineino. Il kake è la proiezione stessa, che dipende interamente dalla correttezza dei primi due.
Il Judo Kodokan organizza le sue tecniche di proiezione, nage-waza, in categorie. Le te-waza (tecniche di mano) includono seoi-nage e tai-otoshi; le koshi-waza (tecniche di anca) includono o-goshi e harai-goshi; le ashi-waza (tecniche di piede e gamba) includono de-ashi-barai, o-soto-gari, sasae-tsurikomi-ashi e uchi-mata; e le sutemi-waza (tecniche di sacrificio) si dividono in metodi di sacrificio posteriore e laterale, in cui il proiettore rinuncia alla propria posizione eretta per atterrare l'avversario.
Il sistema include anche le katame-waza, le tecniche di lotta e controllo. Le osaekomi-waza (tecniche di immobilizzazione) insegnano pressione, posizionamento e distribuzione del peso; le shime-waza (tecniche di strangolamento) insegnano precisione; e le kansetsu-waza (leve articolari), specialmente le leve al braccio nel judo moderno, insegnano leva e contenimento.
Curriculum e Kata
Il classico Gokyō no Waza, formalizzato nel 1895, organizzava quaranta proiezioni in cinque gruppi didattici come curriculum strutturato. L'elenco fu rivisto nel 1920, e nel 1982 furono riconosciute tecniche aggiuntive, portando il curriculum ufficiale di proiezioni del Kodokan a quello che oggi è spesso descritto come sessantasette nage-waza.
Randori (pratica libera) e kata (pratica formale) sono considerati complementari. Il randori è vivo, imprevedibile e resistente, mentre il kata preserva i principi e affina il movimento. I kata del Kodokan includono Nage-no-Kata (principi di proiezione), Katame-no-Kata (controllo, immobilizzazioni, strangolamenti e leve), Kime-no-Kata (autodifesa decisiva da posizioni in ginocchio e in piedi), Ju-no-Kata (flessibilità e cedevolezza) e Koshiki-no-Kata, che porta l'influenza più antica della Kitō-ryū. Il Kodokan Goshin-Jutsu, sviluppato nel ventesimo secolo, riflette preoccupazioni più moderne di autodifesa.
Filosofia
Kanō espresse il principio di Seiryoku Zen'yō, il migliore utilizzo dell'energia, solitamente tradotto come massima efficienza con minimo sforzo. Il principio complementare, Jita Kyōei (mutuo benessere e beneficio), sostiene che il progresso nel judo è relazionale: un praticante ha bisogno di partner, uke e tori, per attaccare, ricevere, cadere, testare e resistere, migliorando insieme e proteggendosi a vicenda.
Ukemi, l'arte di cadere, viene insegnata prima di proiettare. Condiziona il praticante a rilassarsi, atterrare in sicurezza, respirare e rialzarsi, trattando una caduta come informazione piuttosto che come fallimento.
Storia Istituzionale
Nel 1909 il Kodokan fu ufficialmente costituito come fondazione. Nel 1911 Kanō fu coinvolto in movimenti più ampi di educazione fisica in Giappone. Nel 1922 l'Associazione Culturale Kodokan promosse più esplicitamente Seiryoku Zen'yō e Jita Kyōei, sottolineando che il judo non doveva rimanere confinato alla competizione. Nel 1934 fu inaugurato un nuovo edificio del Kodokan a Kasuga. Nel 1938 Kanō morì a bordo della Hikawa Maru mentre tornava da una riunione del Comitato Olimpico Internazionale.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, le arti marziali in Giappone affrontarono restrizioni sotto l'occupazione alleata, e il budō fu visto con sospetto a causa della sua associazione con il militarismo e il nazionalismo. L'addestramento riprese negli anni del dopoguerra, e nel 1950 il judo stava di nuovo rientrando nella vita pubblica.
Era Olimpica e Pratica Moderna
Il judo entrò nei Giochi Olimpici di Tokyo nel 1964, trasformando la sua identità globale da arte marziale educativa giapponese a sport internazionale. Ciò portò visibilità, legittimità ed espansione, insieme a regole, categorie di peso, sistemi di arbitraggio e programmi di allenamento nazionali. La competizione affinò il tempismo, la strategia di presa e il condizionamento, ma alcune tecniche più antiche ed elementi di autodifesa divennero meno visibili. Alcune prese alle gambe furono successivamente limitate dalle regole internazionali, e tecniche pericolose come il kani-basami furono vietate per sicurezza.
Il Kodokan aprì l'allenamento femminile all'inizio del ventesimo secolo, con una sezione femminile istituita nel 1926. Il judo femminile apparve come evento dimostrativo nel 1988 e divenne un evento olimpico ufficiale con medaglia nel 1992 a Barcellona.
Attraverso questa storia, la nascita di Kanō nel 1860, la fondazione nel 1882, il Gokyō formalizzato nel 1895, la costituzione nel 1909, l'enfasi filosofica nel 1922, l'espansione nel 1934, la morte di Kanō nel 1938, le restrizioni e la rinascita post-bellica, il debutto olimpico nel 1964 e l'inclusione olimpica femminile nel 1992, il Judo Kodokan ha continuato come un sistema vivente che è cambiato pur mantenendo il suo nucleo.