Kokondo è un moderno sistema di autodifesa costruito con materiale marziale giapponese e di Okinawa e sviluppato negli Stati Uniti. Anziché presentarsi come un'antica ryūha giapponese conservata immutata, è progettato attorno all'idea che le arti marziali debbano funzionare in situazioni reali di autodifesa. Il nome stesso si riferisce alla via del passato e del presente, riflettendo un sistema che attinge alla tradizione pur affrontando le necessità pratiche. In pratica, Kokondo è un sistema duale: Kokondo Karate, un karate incentrato sui colpi, basato sui kata e non competitivo, e Jukido Jujitsu, costruito attorno a proiezioni, prese, strangolamenti, colpi, fughe e lavoro a terra.
Fondazione e Storia
Il fondatore del sistema, Paul Arel, è descritto nella storia ufficiale come un giovane che aveva subito bullismo e cercava un modo per non essere indifeso. Iniziò ad allenarsi nel 1950 a Fitchburg, Massachusetts, studiando Sanzyu-ryu Jujitsu sotto un insegnante giapponese noto nelle fonti pubbliche come Sudo. La radice più antica del mondo Kokondo è quindi il jujitsu piuttosto che il karate, incentrato su equilibrio, leva, prese, proiezioni e fughe; il karate divenne centrale solo in seguito.
La tradizione non è un'esposizione museale, è un sistema vivente che deve guadagnarsi il suo posto in ogni generazione.
Nel 1959 Arel aveva formalizzato il Jukido Jujitsu. Nel 1970, dopo precedenti collegamenti con Isshin-ryu, San Kata e Kyokushin sotto la più ampia influenza di Mas Oyama, creò il Kokondo Karate. Il suo background includeva anche un addestramento aggiuntivo in Giappone durante i suoi anni nei Marine Corps, un collegamento con l'Isshin-ryu di Don Nagle e il San Kata di Ishikawa, prima di separarsi dal mondo Kyokushin e fondare il Kokondo Karate.
Tecniche e Caratteristiche
Il Kokondo Karate è esplicitamente non competitivo, interessato all'autodifesa piuttosto che ai risultati dei tornei. Mantiene kata, kihon, bunkai, la disciplina del dojo, il grado e l'etichetta formale, testando continuamente il significato delle tecniche quando una persona viene afferrata, attaccata, spinta o aggredita. Il kata non è trattato come una coreografia decorativa ma come un sistema di archiviazione per il movimento, e il suo studio include il bunkai, l'interpretazione pratica dei movimenti, e l'himitsu, l'idea di significati nascosti o stratificati all'interno delle forme.
Il lato Jukido non tratta l'autodifesa come un'unica distanza. Include nage-waza (proiezioni), kansetsu-waza (prese articolari), shime-waza (strangolamenti), atemi-waza (colpi), ne-waza (lavoro a terra), fughe, punti di pressione e risposte difensive a situazioni pratiche. Utilizza anche il randori come un modo per testare la capacità di autodifesa sotto pressione, piuttosto che come sport fine a se stesso. Il Jukido contiene kata formali come Kaeshi-no-kata, una forma di contro-proiezione che funziona con attacchi tra cui deashi-harai, osoto-gari, ippon-seoi-nage, tai-otoshi, morote-seoi-nage e o-goshi.
Principi Fondamentali
Il linguaggio tecnico del Kokondo si concentra su tre concetti. Kuzushi è la rottura dell'equilibrio, l'idea che una tecnica efficace ruba e interrompe la struttura di un avversario piuttosto che affidarsi alla forza bruta. Jushin in giapponese si riferisce solitamente al centro di gravità, ma il Kokondo sembra usarlo più ampiamente, coinvolgendo la linea centrale e la massa del corpo, il centro che può essere controllato, spostato o rotto. Shorin-ji, nella spiegazione interna del Kokondo, si riferisce a punti e cerchi, la combinazione di movimento lineare e circolare. Questi tre principi sono intesi a guidare il corpo sia che si colpisca, si proietti, si blocchi o si fugga, dando al sistema un quadro coerente piuttosto che un catalogo sciolto di tecniche.
Filosofia
Il Kokondo combina un codice Bushido, l'etica del dojo, le regole di sicurezza, la struttura dei gradi e un'enfasi sulla disciplina con un focus pratico su fuga, colpi, bloccaggi, proiezioni, strangolamenti, immobilizzazioni e sopravvivenza. Pone una forte enfasi sulla sicurezza all'interno del dojo e sulla risposta appropriata nell'autodifesa, inquadrando l'obiettivo come forza necessaria, tempestiva e controllata piuttosto che massima violenza. Il sistema può essere visto come tendente al bujutsu nella sua tecnica pratica e orientata all'efficacia, pur tendendo al budo nella sua enfasi sul carattere, la condotta e lo sviluppo del praticante.
Storia Contesa
La posizione storica del Kokondo è quella di un sistema moderno, fondato in America, basato su influenze giapponesi e di Okinawa, piuttosto che una koryū classica giapponese o un'arte familiare di Okinawa immutata. Diversi elementi della sua discendenza rimangono difficili da verificare nelle fonti pubbliche: lo stesso Sanzyu-ryu non è facilmente confermabile tramite fonti pubbliche giapponesi, i dettagli della discendenza attorno all'insegnante Sudo non sono del tutto chiari, e anche il San Kata di Ishikawa è difficile da rintracciare nei registri pubblici giappesi. Il sistema non sembra avere una forte visibilità in Giappone, e gli elenchi ufficiali dei dojo sono centrati principalmente negli Stati Uniti con una presenza internazionale limitata. I resoconti delle sue origini sono quindi meglio presentati come un misto di ciò che può essere confermato e ciò che rimane poco chiaro.